Gli annunci di lavoro pubblicati online sono una fonte sempre più usata per osservare la domanda di competenze in tempo quasi reale. Eurostat pubblica, come statistica sperimentale, la quota di annunci che riguardano professioni ICT sul totale degli annunci online, per Paese e regione, ogni trimestre.
Nel secondo trimestre 2026 in Italia gli annunci per specialisti ICT erano l’11,3% del totale. Nella media UE il 6,2%. L’Italia è 5ª su 27.
Due traiettorie opposte
All’inizio della serie, nel 2020, la quota italiana era intorno al 12%, un po’ sopra quella europea. Tra il 2021 e la fine del 2024 è scesa in modo quasi continuo fino al 7,0%, seguendo la tendenza europea. Dal secondo trimestre 2025 la curva italiana si è invertita: 8,7%, poi 10,4% a fine anno e 11,3% nel secondo trimestre 2026.
In Europa la discesa è invece proseguita senza interruzioni, dal 11,1% del primo trimestre 2021 al 6,2%. Andamenti in calo si osservano anche in Francia (3,6%), mentre negli ultimi due anni Germania (10,6%) e Spagna (10,7%) sono rimaste su livelli più alti, intorno al 10-11%.
Come leggere il dato
Una quota di annunci ICT più alta non significa necessariamente più assunzioni di specialisti: è il peso di questi annunci sul totale, e può crescere anche se diminuiscono gli annunci per altre professioni. Inoltre gli annunci online non coprono tutto il mercato del lavoro: sono più frequenti per le professioni qualificate e per le imprese più grandi.
Con queste cautele, il segnale italiano è chiaro: nell’ultimo anno la domanda di competenze ICT espressa sul web è cresciuta più di quella per le altre professioni, in controtendenza rispetto all’Europa. Resta da vedere se si tradurrà in un aumento degli specialisti occupati, che nel 2025 erano ancora in calo.