Una fattura in PDF inviata per email non è, per la statistica europea, una fattura elettronica. Lo è solo quella emessa in un formato strutturato, come l’XML, che il sistema contabile di chi la riceve può leggere ed elaborare in automatico. Secondo l’indagine Eurostat sull’uso delle tecnologie dell’informazione nelle imprese, nel 2023 inviava fatture di questo tipo il 97,5% delle imprese italiane con almeno 10 addetti. Nella media dell’Unione europea la quota è del 38,7%.
Con questo valore l’Italia è al primo posto tra i 27 Paesi dell’Unione, davanti a Finlandia (93,2%) e Slovenia (61,1%). La Spagna è al 40,0%, la Francia al 30,6%, la Germania al 24,4%.
Dietro l’Italia, la Finlandia. In fondo Polonia e Bulgaria
Solo due Paesi superano il 90%: Italia e Finlandia. Seguono Slovenia (61,1%), Estonia (59,3%), Svezia (57,7%) e Danimarca (55,9%). Le quote più basse sono in Polonia (14,8%), Bulgaria (15,8%) e Lettonia (18,0%). Otto Paesi su 27 sono sopra la media europea.
Il salto tra il 2018 e il 2020
Nel 2018 la quota italiana era del 41,6%, già sopra la media europea (24,8%). Nel 2020 è salita al 94,9%. Il salto coincide con l’obbligo di fattura elettronica tra imprese, in vigore in Italia dal 1° gennaio 2019 attraverso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate; verso le pubbliche amministrazioni l’obbligo era già scattato tra il 2014 e il 2015. Nello stesso periodo la media europea è passata dal 24,8% al 32,2%, e nel 2023 al 38,7%.
Anche le piccole imprese
In Italia la quota non cambia con la dimensione d’impresa. Tra le imprese con 10-49 addetti invia fatture elettroniche il 97,4%, contro il 37,0% della media UE; tra quelle con 50-249 addetti il 97,7%, contro il 44,0%; tra le grandi, con almeno 250 addetti, il 98,6%, contro il 59,9%. Il divario con l’Europa è quindi più ampio proprio tra le piccole imprese: 60,4 punti.
In Europa la carta resiste
Nel 2023 inviava ancora fatture cartacee il 21,1% delle imprese italiane, contro l’85,6% del 2018. Nella media UE la quota è del 70,2%: l’Italia ha il valore più basso tra i 27 Paesi. Le imprese possono usare più canali insieme: il 46,8% di quelle italiane invia anche fatture elettroniche non strutturate, come i PDF, contro il 72,8% della media europea.
| % delle imprese con almeno 10 addetti | Italia 2018 | Italia 2023 | UE-27 2018 | UE-27 2023 |
|---|---|---|---|---|
| Inviano fatture elettroniche in formato strutturato | 41,6 | 97,5 | 24,8 | 38,7 |
| Inviano fatture elettroniche non strutturate (per esempio PDF) | 68,9 | 46,8 | 59,5 | 72,8 |
| Inviano fatture cartacee | 85,6 | 21,1 | 81,7 | 70,2 |
Che cosa dicono questi dati
L’indicatore conta le imprese che hanno inviato almeno una fattura elettronica strutturata, non quante fatture lo siano. In Italia, dove l’obbligo copre la gran parte delle operazioni tra soggetti residenti, una quota vicina al 100% è attesa. Negli altri Paesi il quadro potrà cambiare con il pacchetto europeo «IVA nell’era digitale» (ViDA), che rende la fattura elettronica obbligatoria per le operazioni tra imprese di Paesi UE diversi a partire dal 2030. Il dato più recente è del 2023: la rilevazione non è annuale.