La media nazionale nasconde differenze territoriali ampie. Eurostat pubblica alcuni indicatori digitali anche per macroarea (NUTS 1) o per grado di urbanizzazione, e mettendoli insieme emerge una geografia a più dimensioni: le competenze dividono il Nord dal Sud, le reti dividono le città dalle aree rurali.
Sulle competenze digitali di base, nel 2025 il Nord-Ovest è al 60,3% e il Nord-Est al 59,7%, entrambi vicini alla media europea (60,4%). Il Centro è al 56,9%. Il Sud e le Isole sono molto più indietro: 43,5% e 47,4%.
Competenze: un divario Nord-Sud
La distanza tra Nord-Ovest e Sud è di 16,8 punti, più ampia di quella tra l’Italia e la media europea (6,1 punti). Se Sud e Isole avessero i livelli del Nord, la media italiana si avvicinerebbe molto a quella europea. È un’indicazione utile per chi programma interventi di formazione e facilitazione digitale: il fabbisogno è concentrato.
Accesso: un divario città-campagna, ma piccolo
Sull’accesso a internet da casa le differenze sono ormai limitate. Nel 2025 è connesso il 95,2% delle famiglie nelle città, il 94,2% nei piccoli centri e il 91,8% nelle aree rurali, valori molto vicini alla media europea per ciascun tipo di territorio.
Reti: il divario più ampio è rurale
Sulle reti fisse ad altissima capacità, invece, il divario è netto. Coprono il 77,6% delle famiglie italiane nel complesso, ma solo il 44,5% nelle aree rurali. In Europa la differenza tra totale e aree rurali è di circa 19 punti, in Italia di 33.
Le tre mappe non coincidono, e questo ha conseguenze pratiche. Nel Sud il problema principale è la capacità delle persone di usare i servizi digitali; nelle aree rurali di tutto il Paese, la qualità della connessione fissa. Politiche uniformi rischiano di mancare entrambi i bersagli.