Privacy online: il 72,5% degli italiani protegge attivamente i propri dati, un balzo di sedici punti in due anni
Rifiutare l'uso dei dati per la pubblicità, limitare la geolocalizzazione, verificare che un sito sia sicuro: nel 2025 il 72,5% degli italiani ha fatto almeno una di queste cose, come la media europea. Nel 2023 era il 56,7%.
di Andrea Troisi · DigitalizzazionePA · 2 min di lettura
La fiducia è una condizione per l’uso dei servizi digitali, pubblici e privati. Un modo per misurarla, almeno indirettamente, è guardare a quanto le persone si attivano per proteggere i propri dati: leggono le informative, negano i permessi, verificano i siti, chiedono ai gestori di cancellare le informazioni che li riguardano.
Eurostat rileva sei di questi comportamenti. Nel 2025 almeno uno è stato adottato dal 72,5% degli italiani tra 16 e 74 anni, esattamente come nella media UE (72,3%). Nel 2023 la quota italiana era del 56,7%, dieci punti sotto l’Europa.
72,5%italiani che hanno gestito attivamente l'accesso ai propri dati online, 2025
+15,8 puntirispetto al 2023
19,4%hanno chiesto a un sito di aggiornare o cancellare i propri dati (UE 11,0%)
Una crescita su tutti i fronti
L’aumento italiano riguarda tutti i comportamenti rilevati. Rifiutare l’uso dei propri dati a fini pubblicitari è la pratica più diffusa (63,3%, contro il 55,2% europeo). La verifica che un sito sia sicuro prima di inserire dati personali è passata dal 24,2% al 51,0%, ben sopra la media UE.
Colpisce soprattutto l’esercizio dei diritti previsti dal GDPR: il 19,4% degli italiani ha chiesto a un sito o a un motore di ricerca di accedere ai propri dati per aggiornarli o cancellarli, quasi il doppio della media europea (11,0%) e il triplo del 2023.
Azioni per gestire l'accesso ai propri dati personali online
La classifica vede in testa Paesi Bassi (91,0%), Finlandia (90,8%), Danimarca (89,1%). L’Italia, 13ª su 27, è ora nella parte centrale, davanti a Germania (67,3%) e Belgio (66,5%).
Persone che hanno gestito l'accesso ai propri dati personali online, 2025
% delle persone 16-74 anni, almeno una azione negli ultimi 3 mesi
Su un punto l’Italia resta indietro: gli strumenti tecnici contro il tracciamento. Ha modificato le impostazioni del browser per bloccare o limitare i cookie il 28,9% degli italiani (UE 36,5%); usa software anti-tracciamento il 13,1% (UE 19,9%). Sono pratiche che richiedono qualche competenza tecnica in più, e il divario è coerente con quello sulle competenze digitali.