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21 Maggio 2026

Privacy online: il 72,5% degli italiani protegge attivamente i propri dati, un balzo di sedici punti in due anni

Rifiutare l'uso dei dati per la pubblicità, limitare la geolocalizzazione, verificare che un sito sia sicuro: nel 2025 il 72,5% degli italiani ha fatto almeno una di queste cose, come la media europea. Nel 2023 era il 56,7%.

La fiducia è una condizione per l’uso dei servizi digitali, pubblici e privati. Un modo per misurarla, almeno indirettamente, è guardare a quanto le persone si attivano per proteggere i propri dati: leggono le informative, negano i permessi, verificano i siti, chiedono ai gestori di cancellare le informazioni che li riguardano.

Eurostat rileva sei di questi comportamenti. Nel 2025 almeno uno è stato adottato dal 72,5% degli italiani tra 16 e 74 anni, esattamente come nella media UE (72,3%). Nel 2023 la quota italiana era del 56,7%, dieci punti sotto l’Europa.

72,5%italiani che hanno gestito attivamente l'accesso ai propri dati online, 2025
+15,8 puntirispetto al 2023
19,4%hanno chiesto a un sito di aggiornare o cancellare i propri dati (UE 11,0%)

Una crescita su tutti i fronti

L’aumento italiano riguarda tutti i comportamenti rilevati. Rifiutare l’uso dei propri dati a fini pubblicitari è la pratica più diffusa (63,3%, contro il 55,2% europeo). La verifica che un sito sia sicuro prima di inserire dati personali è passata dal 24,2% al 51,0%, ben sopra la media UE.

Colpisce soprattutto l’esercizio dei diritti previsti dal GDPR: il 19,4% degli italiani ha chiesto a un sito o a un motore di ricerca di accedere ai propri dati per aggiornarli o cancellarli, quasi il doppio della media europea (11,0%) e il triplo del 2023.

Azioni per gestire l'accesso ai propri dati personali online
% delle persone 16-74 anni, ultimi 3 mesi
Italia 2023Italia 2025UE-27 2025

020406042,263,355,2No pubblicità35,756,652,7No geoloc.24,251,036,6Sito sicuro24,850,643,2Profilo social35,049,035,3Informativa6,219,411,0Accesso dati

Fonte: Eurostat, dataset isoc_cisci_prv20. Elaborazione: Andrea Troisi · DigitalizzazionePA · Troisi Ricerche.

L’Europa a confronto

La classifica vede in testa Paesi Bassi (91,0%), Finlandia (90,8%), Danimarca (89,1%). L’Italia, 13ª su 27, è ora nella parte centrale, davanti a Germania (67,3%) e Belgio (66,5%).

Persone che hanno gestito l'accesso ai propri dati personali online, 2025
% delle persone 16-74 anni, almeno una azione negli ultimi 3 mesi
ItaliaMedia UE / area euroAltri

Paesi Bassi91,0%Finlandia90,8%Danimarca89,1%Irlanda87,5%Cechia85,5%Spagna80,7%Svezia77,7%Ungheria76,8%Portogallo75,8%Francia75,8%Austria74,4%Malta74,4%Italia72,5%UE-2772,3%Estonia71,8%Croazia70,0%Grecia69,2%Germania67,3%Belgio66,5%Cipro65,5%Lussemburgo63,7%Lituania62,3%Slovacchia62,0%Polonia61,8%Lettonia60,2%Bulgaria54,4%Slovenia53,0%Romania52,2%

Fonte: Eurostat, dataset isoc_cisci_prv20. Elaborazione: Andrea Troisi · DigitalizzazionePA · Troisi Ricerche.

Il fronte dei cookie

Su un punto l’Italia resta indietro: gli strumenti tecnici contro il tracciamento. Ha modificato le impostazioni del browser per bloccare o limitare i cookie il 28,9% degli italiani (UE 36,5%); usa software anti-tracciamento il 13,1% (UE 19,9%). Sono pratiche che richiedono qualche competenza tecnica in più, e il divario è coerente con quello sulle competenze digitali.

Strumenti contro il tracciamento online, 2025
% delle persone 16-74 anni
ItaliaUE-27

01020304028,936,5Cookie bloccati13,119,9Anti-tracciamento

Fonte: Eurostat, dataset isoc_cisci_prv20. Elaborazione: Andrea Troisi · DigitalizzazionePA · Troisi Ricerche.