andreatroisi.it troisiricerche.net TR-Index Mappatura delle Competenze Registro delle Competenze CustomerPA BenessereOrg. Formazione TIP TroisiInsight DigitalizzazionePA Dibattito Pubblico VoiceInHub Governance Fin. Internazionalizzazione BDG
Strumenti PA PNRR Normativa Metodo Troisi Chi siamo Contattaci ↗
LinkedIn YouTube
13 Agosto 2026

Intelligenza artificiale in azienda: a cosa serve e cosa frena le imprese italiane

Le imprese italiane che usano l'IA la impiegano soprattutto per analizzare testi e per il marketing. Tra quelle che l'hanno presa in considerazione senza adottarla, il primo ostacolo è la mancanza di competenze (58,6%), il secondo i costi (43,0%).

Nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti usava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro il 19,9% della media UE. Ma quali tecnologie, per fare cosa? E perché le altre non la usano? La rilevazione europea permette di rispondere a entrambe le domande.

11,6%imprese italiane che usano l'IA per analizzare testi, la tecnologia più diffusa
33,1%delle imprese che usano l'IA la impiegano per marketing e vendite
58,6%indica la mancanza di competenze come ostacolo

Le tecnologie: testo e linguaggio

La tecnologia più diffusa è l’analisi del linguaggio scritto (text mining), usata dall’11,6% delle imprese italiane, praticamente come in Europa. Seguono il riconoscimento vocale (6,8%) e la generazione di testi, voce o codice (6,2%). Sono le tecnologie più vicine agli strumenti di IA generativa.

In proporzione, le distanze dall’Europa sono maggiori sulle applicazioni più specialistiche: l’automazione dei processi e delle decisioni (2,9% contro 5,3%) e il machine learning per l’analisi dei dati (3,3% contro 5,1%).

Imprese che usano tecnologie di IA, per tecnologia, 2025
% delle imprese con almeno 10 addetti, esclusi agricoltura, estrattivo e settore finanziario
ItaliaUE-27

02468101211,611,8Analisi testi6,87,2Voce in testo6,28,8Generazionetesti2,95,3Automazione3,35,1Machinelearning2,93,8Immagini1,01,4Robot autonomi

Fonte: Eurostat, dataset isoc_eb_ai. Elaborazione: Andrea Troisi · DigitalizzazionePA · Troisi Ricerche.

Gli usi

Tra le imprese che usano l’IA, l’ambito più frequente è marketing e vendite (33,1%), seguito dall’organizzazione dei processi amministrativi e gestionali (25,7%). Un dato interessante riguarda ricerca e innovazione: le imprese italiane che usano l’IA la impiegano per queste attività quanto quelle europee (20,0% contro 19,1%).

Il divario più ampio è su contabilità e finanza (10,2% contro 23,1%) e sulla sicurezza informatica (12,1% contro 19,8%).

Ambito d’uso dell’IA (2025) Italia UE-27
Marketing e vendite 33,1% 34,7%
Amministrazione 25,7% 31,0%
Ricerca e innovazione 20,0% 19,1%
Produzione 17,5% 20,8%
Sicurezza ICT 12,1% 19,8%
Contabilità e finanza 10,2% 23,1%
Logistica 6,1% 6,1%

Gli ostacoli

Il 9,4% delle imprese italiane ha preso in considerazione l’IA senza adottarla. A loro Eurostat chiede il perché. La risposta più frequente è la mancanza di competenze (58,6%), seguita dall’incertezza sulle conseguenze legali (47,3%), dai problemi di disponibilità o qualità dei dati (45,2%) e dai timori per la privacy (43,2%).

Rispetto alla media europea, le imprese italiane citano un po’ più spesso i costi (43,0% contro 38,4%) e meno spesso la mancanza di competenze, le regole poco chiare e la privacy. Solo una minoranza ritiene che l’IA non sia utile per la propria attività (14,8%). L’entrata in applicazione progressiva del regolamento europeo sull’IA (AI Act) rende il tema della chiarezza normativa ancora più rilevante.

Motivi per non usare l'IA, 2025
% delle imprese che hanno considerato l'IA senza adottarla
ItaliaUE-27

02040608058,670,3Competenze47,353,6Regole pocochiare45,243,5Dati43,252,7Privacy43,038,4Costi38,141,6Compatibilità25,724,6Etica14,817,8Non utile

Fonte: Eurostat, dataset isoc_eb_ai. Elaborazione: Andrea Troisi · DigitalizzazionePA · Troisi Ricerche.